Lago del Diavolo
    

DIAVOLO

Il Lago del Diavolo è situato nell'alta Valle del Sasso, circa un centinaio di metri sopra il Rifugio Longo (m. 2026).
Nelle sue acque si riflettono le pareti il Monte Aga (mt. 2720) che scendono a picco sul versante opposto alla diga.

Come arrivare:
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la strada che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo Branzi prendiamo la provinciale 5 che si stacca sulla destra e conduce a Carona.
Attraversando il paese troviamo diversi cartelli che indicano i rifugi della zona.
Prendiamo Via Locatelli con la quale, in salita tra gli alberi, arriviamo al tornante sinistrorso dove sulla destra inizia la strada dell'Enel chiusa al traffico (n. 210). Lasciamo la macchina ai bordi della strada e ci incamminiamo (m. 1230).

Diversi segnavia indicano il Rifugio Calvi a ore 2.30, il Rifugio Longo a ore 2.30, il Rifugio Baitone a ore 1.30, il Lago di Val Sambuzza a ore 2, il Lago Val dei Frati a ore 2.15.
Il primo tratto è asfaltato, in piano, tra gli alberi.
Una mulattiera che sale da destra si unisce al nostro percorso. Alcuni cartelli indicano se i Rifugi Longo e Calvi sono chiusi o aperti. Iniziamo a salire.
Passiamo sotto dei cavi. Alla sinistra c'è un muretto di pietre. Alla destra c'è una panchina di legno.
Accanto a un traliccio, vediamo un sentiero che scende a destra con dei gradini di legno. Proseguiamo diritto (m. 1265).
Più avanti alla destra troviamo una protezione con dei paletti di ferro che reggono due cavi. In basso rumoreggia il Torrente Brembo.

Incontriamo l'indicazione del km. 1. Alla sinistra c'è una cabina dell'Enel (m. 1280).
Superiamo un tratto protetto a valle con dei paletti che reggono tre funi di acciaio.
Al km 1.1 e già in vista delle case di Pagliari, si stacca sulla destra il sentiero estivo n. 247 per il Rifugio Calvi e un segnavia indica in 3 ore il tempo di percorrenza. Alla sinistra c'è una targa di marmo a ricordo di una persona deceduta (m. 1300).
Proseguendo lungo la strada, passiamo sotto dei cavi, superiamo una fontana e le case del borgo (m. 1313). Una variante del sentiero 247 scende a destra. La strada diventa sterrata.
Percorriamo un tratto protetto a valle da un guardrail e con il fondo in cemento. La salita è leggera. Alla sinistra ci accompagna un muro di pietre. Troviamo una targa a ricordo di una persona deceduta (m. 1380).
Proseguiamo alternando tratti con il fondo sterrato e su cemento. Alla destra troviamo due tratti con delle protezioni realizzate con dei paletti di ferro che reggono tre cavi.

Incontriamo l'indicazione del km. 2 nei pressi di una baita diroccata (m. 1410).
Poco dopo raggiungiamo la splendida cascata alimentata dal torrente che scende dalla Val Sambuzza; l'acqua, dopo averci rinfrescato con qualche spruzzo, attraversa la strada passando sotto un ponte. Alla sinistra ci sono un pannello con una cartina della zona e una panca di legno. Un sentiero scende a destra. La strada diviene nuovamente con il fondo in cemento.
Proseguiamo in salita. Un cartello segnala una serie di tornanti. Nel prato, in basso a destra vediamo un baitello diroccato.
Un sentierino sale a sinistra verso una baita (m. 1440).
Anche la strada, con due tornanti sinistra-destra, arriva alla baita. Un cartello sull'edificio informa che si tratta della "Baita Birone" (m. 1475). Alla sinistra ci sono una fontana e l'inizio del sentiero n. 209. I segnavia indicano in quella direzione: Lago di Val Sambuzza a ore 1.15, Val Carisole a ore 2.15, Passo Publino a ore 2.30, Pizzo Zerna a ore 3.
La strada ridiventa sterrata. Superiamo un tornante sinistrorso e, in leggera salita, raggiungiamo un'altra baita.
Alla destra c'è una bacheca con un cartellone intitolato "I colori delle Orobie" che mostra i fiori della zona e i loro nomi (m. 1495).
Successivamente sulla sinistra troviamo, uno dopo l'altro, due muretti di pietre mentre un sentiero sale dalla destra.
Il fondo della strada torna ad essere in cemento (m. 1530).
Superiamo in rapida successione tre ruscelli che scendono dalla montagna e, intubati, passano sotto la strada.

Incontriamo l'indicazione del km. 3 (m. 1545).
Ora procediamo in salita e al fresco tra i pini. Poi la pendenza diminuisce. Alla destra c'è una breve protezione con dei paletti che reggono tre funi.
Il fondo della strada ridiventa sterrato. Alla destra c'è un'altra protezione simile alla precedente. Poi il fondo torna ad essere in cemento.
Dalla sinistra scende una cascatella (m. 1600).
Dalla destra sale un sentiero.
Dopo un altro breve tratto sterrato, continuiamo ancora su cemento. Dalla sinistra scende un rivolo.
Più avanti incontriamo un altro piccolo ruscello che scende dalla montagna, protetto da un muretto, e poi attraversa la strada passandoci sotto.

Presso una curva troviamo un sentiero che sale a sinistra. I segnavia indicano in quella direzione il Rifugio Longo a ore 1.20. Potremmo prendere questo sentiero ma preferiamo seguire la strada che ora procede in piano e su sterrato (m. 1625).
Percorriamo due curve verso sinistra. Presso la seconda, in basso a destra tra gli alberi, vediamo una casa raggiungibile con un sentiero che scende poco più avanti.
Dopo un breve tratto fuori dagli alberi, rientriamo nel bosco e vediamo dei segnavia che indicano sulla destra il sentiero per il Lago dei Frati a ore 1 e il Passo di Aviasco a ore 2.30.
Continuiamo con pochissima pendenza. Per un breve tratto alla sinistra c'è un muro.

Incontriamo l'indicazione del km. 4 (m. 1640).
Ora alterniamo tratti al sole ad altri tra gli alberi. Su una parete di roccia alla sinistra una targa ricorda una persona scomparsa.
Dopo una curva a sinistra un rivolo passa sotto alla sterrata.
Subito dopo troviamo un'altra curva, a destra, sotto la quale attraversa un torrente che scende presso l'ansa della montagna (m. 1655). Un cartello segnala sulla sinistra un sentiero che conduce al Baitone del Cai di Sesto.
Lasciamo a destra uno slargo con un baitello e proseguiamo praticamente in piano alternando tratti dentro e fuori dal bosco. In basso a destra rumoreggia il Brembo.

Arrivati alla fine del bosco troviamo un bivio (m. 1660). I segnavia indicano che la stradina sulla sinistra conduce: al Rifugio Longo in ore 1 (sent. 224), al Passo Venina in ore 2, al Passo Cigola in ore 3, a Foppolo in ore 5; mentre proseguendo diritto si può raggiungere il Rifugio Calvi in ore 1.30. Siamo in Località Lago del Prato.
Sulla destra c'è il Laghetto del Prato ma da questo punto non si vede.
Prendiamo la stradina sulla sinistra che procede in lieve salita. Il fondo inizialmente è in cemento ma solo per un breve tratto poi ritorna sterrato.
Alla sinistra troviamo una croce, un barbecue e due tavoloni con relative panche (m. 1685).
Poi il percorso si divide e il Rifugio Longo è segnalato a sinistra (m. 1695). In alto vediamo una cascata.
Con poca pendenza superiamo alcuni tornanti (m. 1745).

Percorreremo ora un lungo traversone a mezza costa (circa due chilometri) lungo il fianco meridionale del Monte Masoni incontrando diverse piccole cascate che scendono dalla montagna. La loro acqua, raccolta in grandi tubi, passa sempre sotto la sterrata e continua scendendo ad alimentare il torrente che scorre sul fondovalle.

La pendenza si accentua un poco fino alla prossima cascatella poi torna ad essere meno ripida.
Sul fondovalle ora distinguiamo nettamente un altro laghetto: il Lago della Cava.
Un rivolo d'acqua scende dalla montagna subito seguito da una cascata.
Percorriamo poi un tratto con il fondo in cemento nel quale incontriamo altre due cascate (m. 1855).
Superata una piccola curva ecco apparire, ancora in lontananza, il bianco edificio del Rifugio Longo sormontato dal Monte Aga.
Alla sinistra sale il sentiero n. 254 (m. 1925) che in ore 1.45 porta al Passo di Venina.
Superiamo una cascata e un rivolo protetto da un parapetto in pietra (m. 1950).
Troviamo poi un'altra cascata accanto ad una costruzione dell'acquedotto (m. 1975).
Superati altri torrenti che scendono dalla montagna e attraversano la sterrata passandole sotto, arriviamo al Rifugio Longo (m. 2026).

Lasciato a destra il rifugio, proseguiamo in salita con la sterrata. In basso alla destra scorre il torrente emissario del Lago del Diavolo.
Di tanto in tanto troviamo una canalina in cemento per lo scolo dell'acqua.
Prima di arrivare ad una curva a sinistra, già vediamo la diga che chiude il lago (m. 2065).
Una scritta ed una freccia su di una pietra indicano il Rifugio Longo alle nostre spalle.
Dopo la curva la strada prosegue verso sinistra. La lasciamo per continuare diritto con un sentiero.
Attraversiamo un torrente tramite un ponticello con le sponde.
Proseguiamo in leggera salita e poi quasi in piano. Un'altra freccia indica la direzione da cui proveniamo (m. 2075).
Alla sinistra ci sono due pozze comunicanti e poi alcuni ruderi. Vediamo il canale con il quale una parte dell'acqua esce dalla diga.
Proseguiamo in leggera salita. Poi iniziamo a salire a zig-zag. Il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 2095).
Ora saliamo ripidamente mentre il sentiero si divide e riunisce altre volte.
Un segnale indica il pericolo di possibili piene improvvise. Seguiamo il canale e arriviamo in cima dove troviamo il camminamento sopra la diga e due costruzioni di servizio (m. 2142). Davanti ecco il Lago del Diavolo.


    
    
    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Val del Sasso
  • Provincia: Bergamo
  • Comune: Carona
  • Altezza: m. 2142
  • Latitudine: 46°02'32"N
  • Longitudine: 9°52'05"E
  • Carta Kompass: 104 B3
  • Lunghezza: m. 480
  • Larghezza: m. 270
  • Tipo: artificiale
  • Tempo: ore 3
  • Dislivello: m. 912
  • Difficoltà: escursionistica
Escursione effettuata nel mese di ottobre 2011
aquila = escursione molto lunga
Escursione
lunga e faticosa
    

    
    

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