Lago Rotondo
    

ROTONDO

Il Lago Rotondo (quello qui descritto perché ne esistono diversi con il medesimo nome) è situato in una conca poco sotto il Rifugio Calvi (tel. 0345 77047).
E' circondato dalle cime del Pizzo del Diavolo (m. 2916), Poris (m. 2712), Grabiasca (m. 2705), Madonnino (m. 2502), Ca' Bianca (m. 2601).
La sua forma è ovviamente rotonda. Riceve le acque dei torrenti che scendono dai Laghi del Poris (m. 2176).

Come arrivare:
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la strada che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo Branzi prendiamo la provinciale 5 che si stacca sulla destra e conduce a Carona.
Attraversando il paese troviamo diversi cartelli che indicano i rifugi della zona.
Prendiamo Via Locatelli con la quale, in salita tra gli alberi, arriviamo al tornante sinistrorso dove sulla destra inizia la strada dell'Enel chiusa al traffico (n. 210).
E' possibile raggiungere il Lago Rotondo e il Rifugio Calvi percorrendo interamente questa strada (sette chilometri fino alla diga di Fregabolgia e poi costeggiando questo lago) oppure utilizzando un sentiero (n. 247+213) che staccatosi dopo km 1.1, risale l'altro lato della valle e si ricongiunge alla strada dopo circa 6 chilometri (m. 1850).
Lasciamo la macchina ai bordi della strada e ci incamminiamo (m. 1230).

Diversi segnavia indicano il Rifugio Calvi a ore 2.30, il Rifugio Longo a ore 2.30, il Rifugio Baitone a ore 1.30, il Lago di Val Sambuzza a ore 2, il Lago Val dei Frati a ore 2.15.
Il primo tratto è asfaltato, in piano, tra gli alberi.
Una mulattiera che sale da destra si unisce al nostro percorso. Alcuni cartelli indicano se i Rifugi Longo e Calvi sono chiusi o aperti. Iniziamo a salire.
Passiamo sotto dei cavi. Alla sinistra c'è un muretto di pietre. Alla destra c'è una panchina di legno.
Accanto a un traliccio, vediamo un sentiero che scende a destra con dei gradini di legno. Proseguiamo diritto (m. 1265).
Più avanti alla destra troviamo una protezione con dei paletti di ferro che reggono due cavi. In basso rumoreggia il Torrente Brembo.

Incontriamo l'indicazione del km. 1. Alla sinistra c'è una cabina dell'Enel (m. 1280).
Superiamo un tratto protetto a valle con dei paletti che reggono tre funi di acciaio.
Al km 1.1 e già in vista delle case di Pagliari, si stacca sulla destra il sentiero estivo n. 247 per il Rifugio Calvi e un segnavia indica in 3 ore il tempo di percorrenza. Alla sinistra c'è una targa di marmo a ricordo di una persona deceduta (m. 1300).
Proseguendo lungo la strada, passiamo sotto dei cavi, superiamo una fontana e le case del borgo (m. 1313). Una variante del sentiero 247 scende a destra. La strada diventa sterrata.
Percorriamo un tratto protetto a valle da un guardrail e con il fondo in cemento. La salita è leggera. Alla sinistra ci accompagna un muro di pietre. Troviamo una targa a ricordo di una persona deceduta (m. 1380).
Proseguiamo alternando tratti con il fondo sterrato e su cemento. Alla destra troviamo due tratti con delle protezioni realizzate con dei paletti di ferro che reggono tre cavi.

Incontriamo l'indicazione del km. 2 nei pressi di una baita diroccata (m. 1410).
Poco dopo raggiungiamo la splendida cascata alimentata dal torrente che scende dalla Val Sambuzza; l'acqua, dopo averci rinfrescato con qualche spruzzo, attraversa la strada passando sotto un ponte. Alla sinistra ci sono un pannello con una cartina della zona e una panca di legno. Un sentiero scende a destra. La strada diviene nuovamente con il fondo in cemento.
Proseguiamo in salita. Un cartello segnala una serie di tornanti. Nel prato, in basso a destra vediamo un baitello diroccato.
Un sentierino sale a sinistra verso una baita (m. 1440).
Anche la strada, con due tornanti sinistra-destra, arriva alla baita. Un cartello sull'edificio informa che si tratta della "Baita Birone" (m. 1475). Alla sinistra ci sono una fontana e l'inizio del sentiero n. 209. I segnavia indicano in quella direzione: Lago di Val Sambuzza a ore 1.15, Val Carisole a ore 2.15, Passo Publino a ore 2.30, Pizzo Zerna a ore 3.
Superiamo un'altra baita poi la strada ridiventa sterrata.
Dopo pochi passi in piano, riprendiamo a salire.
Troviamo un segnavia a bandierina che ricorda che siamo sul percorso n. 210.
Superiamo in rapida successione tre ruscelli che scendono dalla montagna e, intubati, passano sotto la strada.

Incontriamo l'indicazione del km. 3.
Ora procediamo al fresco tra pini e superiamo una cascatella (m. 1590).
Più avanti incontriamo un altro piccolo ruscello che scende dalla montagna protetto da un muretto e poi attraversa la strada passandoci sotto.
Il percorso si fa leggermente più ripido.
Presso una curva troviamo un sentiero che sale ripidamente sulla sinistra; i segnavia indicano il Rifugio Longo a ore 1.20 (sent. 224) e il Baitone del Cai Sesto; mentre continuando lungo la strada vengono indicati il Rifugio Longo a ore 1.30 e il Rifugio Calvi a ore 2.30.
Ora procediamo in piano. Ignoriamo un sentiero sulla destra (segnavia: sentiero Orobie a ore 0.30, Lago dei Frati a ore 1, Passo Aviasco a ore 2.30).

Incontriamo l'indicazione del km. 4.
Riprendiamo a salire seppure in modo lieve.
Presso una curva, dopo un ponte, troviamo un sentiero che sale verso il Baitone del Cai di Sesto.
Procediamo in piano lungo la strada fino ad arrivare al bivio in località Lago del Prato.
I segnavia indicano che la stradina sulla sinistra conduce: al Rifugio Longo in ore 1 (sent. 224), al Passo Venina in ore 2, al Passo Cigola in ore 3 e a Foppolo in ore 5; mentre proseguendo diritto si può raggiungere il Rifugio Calvi in ore 1.30.
Sulla destra c'è il Laghetto del Prato ma ancora non si vede.
Proseguiamo verso il Rifugio Calvi superando un ponte sul Brembo.
Alla successiva curva ignoriamo un altro sentiero (n. 208) che si stacca a sinistra e conduce al Rifugio Calvi in ore 1.30.
A destra c'è una baita e finalmente vediamo il Lago del Prato. La strada riprende a salire.

Incontriamo l'indicazione del km. 5.
Una stradina scende sulla destra verso una casa.
Superiamo un breve tratto con il fondo in cemento.
Due rivoli scendono dalla montagna protetti da un muretto e poi attraversano la strada passando sotto la stessa.
Ancora due pezzetti di strada con il fondo in cemento procedendo in leggera salita poi presso una curva passiamo tra due rocce.
A sinistra sale un sentiero indicato con il n. 78.

Verso il chilometro 6,2 alla nostra destra ritroviamo il sentiero che ci aveva lasciato prima di Pagliari. Siamo a quota 1850; un segnavia indica che da quella parte si può andare al Rifugio Laghi Gemelli in ore 2.30.
Ancora un tratto su fondo in cemento e poi su sterrato in piano.
Passiamo accanto a una vecchia baita camminando in leggera salita; poi continuiamo in piano.
Arriviamo ad un bivio (m. 1900) presso i ruderi di una baita: a sinistra viene segnalato il Rifugio Longo; diritto il Calvi in lieve salita.
Dopo un casa troviamo sulla destra un grosso masso sul quale è stata disegnata una rudimentale mappa della zona.
Superati i ruderi di un'altra baita, procediamo in piano fino ai piedi della diga che chiude a valle il Lago di Fregabolgia. Sull'altro lato della valle, alla nostra destra, vediamo una cascata.

Saliamo verso la casa del custode della diga ma, prima di raggiungere una sbarra, prendiamo un sentierino sulla destra.
Alcuni gradini ci conducono in cima alla diga (m. 1957).
Tenendoci alla sinistra del lago, continuiamo in piano, poi superiamo un ripido strappo e una sbarra abbassata e arriviamo ad uno slargo ove troviamo una costruzione di servizio per la diga.
Scendiamo ma solo per pochi passi fino ad un bivio ove trascuriamo la deviazione di sinistra.
Costeggiamo tutto il lago di Fregabolgia e, verso la fine, superiamo un breve tratto con il fondo in cemento.
Infine raggiungiamo al Rifugio Calvi e il sottostante Lago Rotondo.


    
    
    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Val Brembana
  • Provincia: Bergamo
  • Comune: Carona
  • Altezza: m. 1972
  • Latitudine: 46°01'30"N
  • Longitudine: 9°52'41"E
  • Carta Kompass: 104 B4
  • Lunghezza: m. 190
  • Larghezza: m. 130
  • Tipo: naturale
  • Tempo: 2.45 ore
  • Dislivello: m. 742
  • Difficoltà: escursionistica
Escursione effettuata nel mese di giugno 2005
orso = escursione lunga
Escursione
abbastanza lunga
    

    
    

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