Lago della Vacca
    

VACCA

Il Lago della Vacca è situato ai piedi della parete ovest del Cornone di Blumone (m. 2843).
Deve il nome curioso ad una grande roccia la cui forma ricorda appunto quella di un bovino.
Sulla sponda orientale del lago, in posizione leggermente sopraelevata, c'è il Rifugio Tita Secchi (tel. 0365 903001).

Come arrivare:
Da Breno, a nord del lago di Iseo, imbocchiamo la provinciale 345 per il Passo di Croce Domini.
Due km. circa prima del passo, di fronte al rifugio Tassara in Bazena (m. 1802) parte il sentiero n. 1 (ex n. 18).
Continuando lungo la provinciale invece, raggiungiamo dapprima il rifugio Croce Domini (m. 1890) e poi l'omonimo passo (m. 1950). Scendendo l'altro versante, dopo un paio di chilometri arriviamo alla Malga Cadino della Banca (m. 1799) dove parte il sentiero n. 19.
Ricordo che gli ultimi chilometri prima e dopo il passo vanno percorsi con la massima prudenza in quanto la strada è stretta e priva di guard-rail.
Ho qui dettagliatamente descritto il primo dei due percorsi.

Questo itinerario, che inizialmente portava il n. 18, è stato aggiunto alla parte iniziale del sentiero n. 1 ed è pertanto diventato la prima tappa dell'Alta Via dell'Adamello.

Sul lato sinistro della provinciale, di fronte al Rifugio Tassara, c'è un ampio parcheggio sterrato. Alcuni segnavia indicano: la Malga Val Fredda a ore 0.50, il Passo Val Fredda a ore 1.40 e il Rifugio Tita Secchi a ore 2.50
Ci incamminiamo lungo una stradina sterrata in leggera salita tra i prati. A sinistra c'è una bacheca e a destra una pozza d'acqua.
Superiamo una fontana con doppia vasca e ignoriamo un ampio sentiero che si stacca a sinistra. La pendenza aumenta.
Poi continuiamo in leggera salita tra prati e radi larici. Sulla destra c'è un casello dell'acquedotto.
Superiamo un'altra fontana con vasca e giriamo a destra ignorando due stradine che continuano diritto (m. 1870). La pendenza aumenta.
Di tanto in tanto la strada è attraversata da una canalina per lo scolo dell'acqua.
Percorriamo un tratto su fondo selciato, poi la strada ritorna sterrata. Un sentiero si innesta da sinistra.
Dopo un tornante verso sinistra continuiamo in leggera salita, poi la pendenza aumenta.
Al successivo tornante troviamo un altro sentiero che sale da sinistra. Attorno alla strada i larici ora sono più numerosi.
Troviamo un sentiero con gradini di legno che si immette da sinistra ed un cartello che avvisa che stiamo entrando nel Parco dell'Adamello.

Giunti ad un bivio (m. 2040), lasciamo il percorso che continua verso un laghetto e la Malga Val Fredda e proseguiamo sulla destra a mezza costa lungo le pendici occidentali del Monte Mattoni.
Da questo punto troviamo a lato della strada alcuni piccoli cartelli che illustrano le principali caratteristiche di alcune specie botaniche situate nei pressi. Possiamo così conoscere meglio: il salice reticolato, la sassifraga verde azzurra, la parnassia, il camedrio alpino, il rododendro rosso, il raponzolo di Scheuchzer.
Percorriamo una doppia curva tagliabile con una scorciatoia a gradini in legno.
Troviamo altri cartelli indicatori che parlano della genziana minore, la linaiola alpina e la soldanella comune.

Ora il sentiero è quasi pianeggiante (m. 2105). Altri cartelli parlano della campanula di Scheuchzer, la pratolina d'alpe, la betulla verrucosa, l'ontano verde, la genziana punteggiata, la primula di Valdaone, il cinquefoglie fior d'oro.
Dopo un tratto in leggera salita il percorso ritorna quasi in piano e troviamo le ultime due indicazioni: il pino mugo e la felce di Villarrii.
In leggera discesa ci abbassiamo di una diecina di metri poi riprendiamo a salire con poca pendenza.
Tra pietre e qualche ciuffo d'erba percorriamo a mezza costa le pendici occidentali del M. Cadino.
Più avanti cominciamo a vedere davanti a noi il Passo di Val Fredda.
Dopo pochi passi in discesa, riprendiamo a salire ignorando un sentiero che si stacca a sinistra.
Poco dopo raggiungiamo il passo (m. 2321) e cominciamo a vedere davanti a noi il Cornone di Blumone.
Al passo ci sono una croce con del filo spinato e alcuni segnavia che indicano la prosecuzione del sentiero verso il Passo della Vacca a ore 1 e il Rifugio Tita Secchi a ore 1.20.

Percorriamo un breve tratto in discesa passando accanto ad una bacheca del Parco dell'Adamello.
Continuiamo poi con percorso quasi pianeggiante, compiendo un lungo giro a mezza costa lungo le pendici orientali del Monte Frerone. A destra, nel centro della vallata, vediamo la Corna Bianca mentre sul versante opposto riusciamo a distinguere il sentiero n. 19.

Dopo una curva a sinistra troviamo il sentiero 38 che sale a sinistra. Un cartello indica in quella direzione il Rifugio Gheza. Continuiamo diritto.
Percorriamo poi un tratto a lato di un precipizio. Il sentiero è molto largo e quindi possiamo procedere in tranquillità.
Più avanti troviamo una palina segnavia che indica sulla sinistra: il Sentiero Antonioli, le Case di Val Paghera e Scalassone a ore 4.40 e il Passo del Frerone a ore 0.50; a destra: il Passo della Vacca a ore 0.15 e il Rifugio Tita Secchi a ore 0.30
Andiamo dunque a destra, in leggera salita, superando un ruscello e assecondando l'ansa della montagna.
Poco dopo, sotto le pietre, sentiamo scorrere un torrente.
Superiamo due pozze d'acqua. Il sentiero ora è pietroso.

Arriviamo al Passo della Vacca (m. 2359); si tratta di un valico ampio e lungo, all'inizio del quale c'è la formazione rocciosa che da il nome alla zona.
Troviamo anche un'altra bacheca a cura del Parco dell'Adamello e l'innesto del sentiero n. 19 che arriva dalla Malga Cadino. I segnavia indicano il rifugio Tita Secchi a ore 0.20 e il Passo di Blumone a ore 1. Su un sasso c'è l'indicazione del vecchio rifugio Rosa.

Superiamo una pozza d'acqua e ci addentriamo nel valico. Ad un bivio, seguendo le indicazioni, andiamo a destra.
In lieve salita, superate altre due pozze, vediamo di fronte a noi il Lago della Vacca, il Rifugio Tita Secchi e il Cornone di Blumone.
Dobbiamo ora scendere e, non essendo possibile transitare sopra la diga che chiude il lago, dobbiamo abbassarci fin sotto la stessa (m. 2350).
Con un ponticello in ferro oltrepassiamo il torrente emissario del lago e incontriamo il sentiero n. 17 che sale dal rifugio Nikolajewka al Gaver.
Con l'aiuto di alcuni gradini, risaliamo l'opposto versante. Superiamo una casa e camminando su alcuni lastroni di roccia raggiungiamo la sponda orientale del lago e il rifugio.


    
    
    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione:Val Caffaro
  • Provincia: Brescia
  • Comune: Breno
  • Altezza: m. 2357
  • Latitudine: 45°57'19" N
  • Longitudine: 10°26'19" E
  • Carta Kompass: 103 F1
  • Lunghezza: m. 700
  • Larghezza: m. 500
  • Tipo: artificiale
  • Tempo: ore 2.20
  • Dislivello: m. 610-55
  • Difficoltà: escursionistica
Escursione effettuata nel mese di agosto 2008
orso = escursione lunga
Escursione
abbastanza lunga
    

    
    

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