Lago Valmora
    

VALMORA

Il Lago di Valmora è un invaso artificiale, dalla forma trapezoidale, generatosi con lo sbarramento del Brembo di Averara, suo principale affluente, mediante una diga costruita nell'anno 1953.
Lo si può raggiungere scendendo con una sterrata chiusa al traffico, che si stacca sulla sinistra dalla provinciale 9 al decimo tornante, poco prima del Rifugio San Marco 2000 oppure, come di seguito descritto, partendo da Caprile e risalendo a piedi la Valmora lungo il vecchio tracciato dell'Alta Via Mercatorum che collegava Averara a Morbegno tramite il Passo del Verrobbio.

Come arrivare:
Con la SS 470 della Val Brembana arriviamo al bivio di Lenna dove giriamo a sinistra per prendere la SP 1 in direzione del Passo S. Marco.
Poco prima del km 42 giriamo a sinistra (cartello: Averara) e prendiamo la SP 8.
Nel centro di Averara imbocchiamo la stretta strada della Val Moresca e, ignorando alcune deviazioni (Via Piazzola - Via Cascine) la percorriamo per km 1.7 fino ad un bivio dove a sinistra viene indicato Caprile Inferiore. Accanto c'è un cartello che parla della Via Mercatorum e uno slargo dove dobbiamo parcheggiare vicino al Torrente Mora. Un segnavia indica la Cà San Marco a ore 2.30 (m. 800).

Lasciata la macchina ci incamminiamo e superiamo il ponte accanto al quale un cartello indica il divieto di transito ai motocicli ed un altro avverte del pericolo di piene improvvise.
Subito dopo, alla sinistra c'è una casa. La stradina è asfaltata e sale accompagnata sulla destra da un muro di pietre.
Troviamo una mulattiera, incassata tra pietre coperte di muschio che, salendo a destra consente di tagliare un tornante. Tornati sull'asfalto (m. 815), possiamo scegliere se proseguire con la mulattiera verso il vecchio borgo, che merita una visita, o proseguire seguendo la strada.

a) Nel primo caso riprendiamo la mulattiera e saliamo tra gli alberi.
Ignoriamo un sentiero che scende verso un torrente. Sulla destra c'è un prato e davanti le case di Caprile Inferiore.
Camminando tra un muro alla sinistra e un muretto alla destra ci immettiamo su di un altro sentiero passando accanto ad un cippo che recita: "Pieve di Prima Luna" (m. 845).
Andiamo a destra, in leggera salita tra le case, e raggiungiamo uno slargo dove troviamo una fontana con tre vasche e un tavolo in legno con relative panche. Un cartello informa che siamo a: "Caprile Inferiore - Postazione militare di confine tra la Repub. Veneta e Grigioni"(m. 850).
Passiamo sotto un arco e troviamo una bassa vasca con fontana. Subito dopo usciamo dall'abitato.
Ignoriamo sulla sinistra un sentiero indicato da alcuni segnavia: Caprile Superiore (m. 970) a ore 0.20, Baita del Vai (m. 1342) a ore 1.50, Cusio Basso (m. 930) a ore 2. Andiamo diritto tornando ad immetterci sulla strada.
b) Nel caso non fossimo interessati a visitare Caprile, possiamo proseguire lungo la stradina asfaltata.
Camminando in leggera salita, lasciamo a sinistra un garage e uno slargo per parcheggiare, mentre passiamo a valle del borgo. Più avanti troviamo l'altro sentiero che scende da sinistra.

Poco dopo, nel punto in cui il fondo diventa sterrato (m. 845), troviamo una palina con dei segnavia che indicano: sentiero 110, 13 Santa Brigida, Loc. Losc (m. 935) a ore 0.20, Diga Alta Val Mora (m. 1547) a ore 2.15, Passo S. Marco (m. 2000) a ore 4.
Proseguiamo in piano. Alla sinistra ci sono un prato e un orto recintato; alla destra invece un pendio che, tra gli alberi, scende verso il torrente.
Superiamo una stanga di colore verde che troviamo aperta.
La stradina torna ad essere asfaltata e procede in leggera salita. Alla destra scorre una roggia. Vediamo un segnavia 110.
Troviamo una casa alla sinistra e, una dopo l'altra, due tettoie sulla destra (m. 855).
Poco dopo, sulla sinistra ci sono degli alberi da frutta in un terreno recintato.
A seguire, sempre sulla sinistra c'è una casa sulla quale, incisa nel legno, leggiamo la scritta: "Ol Piazzol" (m. 865).
Ora siamo circondati da vari alberi e alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre. Vediamo dei segnavia bianco verdi con il n. 13 (m. 875).
La strada ridiventa sterrata (m. 880).
Poco dopo superiamo un piccolo ponte su un torrente che troviamo in secca (m. 885). Ora siamo attorniati da un numero maggiore di alberi.
Raggiungiamo un altro ponticello, identico al precedente (m. 895) oltre il quale proseguiamo ancora accompagnati da un muretto di pietre sulla sinistra.
Entriamo nel bosco. In basso a destra, tra gli alberi, vediamo il torrente compiere due salti. Troviamo altri segnavia.
Dopo pochi passi su asfalto riprendiamo a camminare su sterrato (m. 915). Alla sinistra c'è un doppio muretto con funzione di contenimento.

Percorriamo una ampia curva a sinistra e troviamo sulla sinistra le vecchie baite in Località Losco (m. 935) davanti alle quali c'è una fontana la cui acqua cade in una vecchia vasca da bagno riciclata allo scopo. Ci sono anche dei tavoli con relative panche e un cartello che avverte del pericolo di possibili piene improvvise.
Proseguiamo tra prati e alberi e raggiungiamo un altro ponte, più grande dei precedenti. Alla sua sinistra, più in dentro, c'è un altro ponticello. Entrambi sono gettati sopra le acque del torrente che, formando una cascata, scende dalla Val Serrada (m. 955).
Poco dopo dalla sinistra scende un sentiero che proviene da Caprile Superiore.

Un centinaio di metri più avanti lasciamo la stradina sterrata per prendere la mulattiera, contrassegnata dal segnavia a bandierina con il n. 110, che sale alla sinistra.
Poco dopo sulla destra troviamo una serie di pali messi a rinforzo. Per il momento, più in basso vediamo la sterrata che segue parallela. In questa zona ci sono meno alberi.
Dopo pochi passi quasi in piano e un tratto in salita, proseguiamo con poca pendenza.

Entriamo in un bosco dove prevale l'abete bianco e passiamo accanto ad un cartello che indica una zona di caccia (m. 1005). Altri cartelli simili li troveremo in seguito.
Saliamo poi in modo abbastanza ripido passando accanto ad alcuni massi. Troviamo vari bolli. Il percorso è ben marcato.
In leggera salita, una dopo l'altra, percorriamo due curve a destra e, in entrambi i casi, guadiamo un torrente che scende dalla montagna alla sinistra (m. 1030).
Vediamo un segnavia bianco verde con il n. 13. Dopo una breve salita, proseguiamo con poca pendenza. In questo punto ai lati del percorso ci sono le pietre di una vecchia frana.
Saliamo poi in modo abbastanza ripido, inizialmente con dei gradini di pietra.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1075). La pendenza diminuisce un poco. Davanti vediamo una zona con pietre franate.
E' poi la volta di un tornante destrorso (m. 1085) seguito da un tratto allo scoperto inizialmente in leggera salita e poi con maggiore pendenza.
Agevolati da rudimentali gradini, attraversiamo un'altra zona con delle pietre franate (m. 1100).
Rientriamo nel bosco (m. 1120) e con due tornanti sinistra-destra riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 1140).
Continuiamo in leggera salita e poi quasi in piano (m. 1165). Alla sinistra vediamo il letto di un torrente che troviamo in secca.

Ora camminiamo in leggera salita con una parete rocciosa alla sinistra mentre dall'altro lato ci sono delle protezioni realizzate da paletti di ferro che reggono tre cavi.
Giunti al termine della zona protetta, proseguiamo alternando tratti più o meno ripidi (m. 1175). Adesso il bosco è da entrambi i lati.
Superiamo un breve tratto allo scoperto e poi, in leggera salita, rientriamo nel bosco (m. 1210). Ora alla destra del percorso il precipizio è quasi verticale.
Sulla sinistra troviamo un'altra liscia parete. Subito dopo, alla destra, ci sono altre protezioni identiche alle precedenti (m. 1230).
Alla sinistra una piccola croce ricorda un escursionista deceduto, probabilmente precipitando nel sottostante Torrente Mora. Bisogna comunque dire che la mulattiera è larga come minimo un metro e quindi, in assenza di neve o ghiaccio, possiamo procedere in sicurezza.
Dopo un breve tratto in salita, proseguiamo quasi in piano (m. 1245); poi torniamo a salire. Frattanto la valle si è ristretta e il Torrente Mora è ben visibile in basso a destra.
Passiamo accanto ad alcuni massi franati (m. 1270). Il bosco è diventato più rado mentre la vallata è più ampia.
Con un sentierino in salita passiamo tra le pietre di una vecchia frana (m. 1280).

Quasi in piano raggiungiamo un ponticello con la base in ferro traforato e paletti metallici che reggono tre cavi ai lati. Il ponte è diviso in due in quanto al centro del torrente poggia su dei massi (m. 1300).
Attraversato il Torrente Mora, passiamo accanto ad un grande masso sul quale vediamo il segnavia 110 e una freccia di colore bianco-verde.
Torniamo a salire e, dopo aver superato un gruppo di alberi, attraversiamo un'altra zona con delle pietre franate, all'inizio della quale sulla destra c'è un muretto.
Saliamo con alcuni zig-zag. Poi proseguiamo con minore pendenza (m. 1340). Sul lato opposto della valle vediamo una cascata.
Terminate le pietre iniziamo a salire con vari tornantini in modo abbastanza ripido. In basso a sinistra riusciamo a vedere un'altra cascata (m. 1350).
Sempre proseguendo a zig-zag troviamo poi dei bassi gradini (m. 1370). Attorno, in alcuni punti, delle pietre formano un muretto.

Proseguiamo con poca pendenza e vediamo il torrente formare una cascata (m. 1385).
Riprendiamo a salire e ben presto in modo abbastanza ripido.
Alla destra troviamo un breve muretto di pietre (m. 1410). La pendenza diminuisce un poco.
Dalla destra scende ripidamente un torrente che, attraversato il percorso, va poi a gettarsi nel Mora.
Proseguiamo con minore pendenza, attorniati da un numero maggiore di alberi. In questo punto, alla destra, il sentiero è rinforzato con delle pietre.

Il torrente alla nostra sinistra compie alcuni salti e davanti in alto vediamo una bella cascata. Un cartello avverte di prestare attenzioni a possibili piene improvvise (m. 1435).
Superiamo due tornanti destra-sinistra che hanno delle pietre di rinforzo ai lati.
Subito dopo sulla sinistra vediamo una piccola croce infilata in una roccia (m. 1445).
Proseguiamo in salita, con delle pietre che fanno da gradino. Frattanto abbiamo raggiunto la cascata generata da un salto del torrente più grande degli altri (m. 1465).
La pendenza aumenta. Percorriamo due tornantini (m. 1480) seguiti da un breve tratto il leggera salita.
Subito dopo iniziamo una serie di zig-zag abbastanza ripidi al termine dei quali ci troviamo davanti un muro di pietre e un bivio (m. 1515). Alla sinistra vengono indicati i sentieri 110 e 13 ma anche andando a destra poco dopo troviamo delle scritte che indicano davanti il sentiero per la Cà San Marco e dietro per la Val Moresca. In pratica i due sentieri aggirano semplicemente, dai due lati, il muro di pietre e tornano ad unirsi davanti alla piazzola per l'elicottero.

Attraversiamo uno spiazzo erboso che conduce alla casa del custode, ai piedi della diga che chiude a valle il Lago di Valmora. Sulla destra troviamo un barbecue e un tavolo in legno con relative panche.
Seguendo un bollo bianco rosso, uno bianco verde e una freccia rossa, passiamo tra un muretto nel quale si apre una porta e la casa ed entriamo in un tunnel all'interno della diga.
Lo percorriamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle finestrelle quadrate che danno luce.
Giunti in fondo, scendiamo quattro gradini e usciamo all'aperto. Abbiamo così superato metà della diga, quella a destra.
Ora saliamo dei gradini, accompagnati alla sinistra da protezioni in ferro.
Superato un tornante destrorso, davanti ci troviamo il muraglione della diga (m. 1520).
Proseguiamo in salita su una mulattiera inerbita con dei piccoli gradini, costeggiando la diga verso sinistra.
Saliamo poi altri gradini mentre alla sinistra scorre un rivolo che, poco più avanti, passa sotto il percorso mentre questo piega a sinistra (m. 1530).
Continuiamo in salita con una mulattiera a zig-zag.
Passiamo su un ponticello con le sponde, il cui fondo è formato da listelli di ferro distanziati, con il quale superiamo un canale in cemento nel quale scorre dell'acqua che esce dalla diga.
In leggera salita, subito dopo raggiungiamo e superiamo una passerella in cemento gettata su di un rivolo.
Pieghiamo a destra e arriviamo in cima alla diga il cui camminamento è chiuso da un cancello (m. 1550).

Il Lago di Val Mora, data la stagione, è ghiacciato. Proseguiamo diritto in leggera salita. Alla sinistra c'è un baitello in cemento mentre alla destra ci sono delle protezioni verso il lago.
Qui parte una sterrata che aggira il lago alla sinistra ed è da questa stradina che ho scattato la foto.

    
    

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Questi sono alcuni dei laghetti
che ho incontrato girovagando
sulle nostre montagne.
    
    

    
    

Caratteristiche

    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Valmora
  • Provincia: Bergamo
  • Comune: Averara
  • Altezza: m. 1547
  • Latitudine: 46°01'55"N
  • Longitudine: 9°37'31"E
  • Carta Kompass: 105 C4
  • Lunghezza: m. 400
  • Larghezza: m. 165
  • Tipo: artificiale
  • Tempo: 2 ore
  • Dislivello: m. 746
  • Difficoltà: escursionistica
  • Escursione: marzo 2012
orso = escursione lunga

Escursione abbastanza lunga.