Laghetto Varobbio
    

VAROBBIO

Il Laghetto Varobbio è situato in alta Val Sambuzza a poca distanza della mulattiera che dal versante orobico sale al Passo del Publino (m. 2368) ed è circondato dalle cime del M. Chierico (m. 2535), Corno Stella (m. 2621), Pizzo Zerna (m. 2572) e Monte Masoni (m. 2663).

Come arrivare:
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la strada che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo Branzi prendiamo la provinciale 5 che si stacca sulla destra e conduce a Carona.
Attraversando il paese troviamo diversi cartelli che indicano i rifugi della zona.
Prendiamo Via Locatelli con la quale, in salita tra gli alberi, arriviamo al tornante sinistrorso dove sulla destra inizia la strada dell'Enel chiusa al traffico (n. 210). Lasciamo la macchina ai bordi della strada e ci incamminiamo (m. 1220).

Diversi segnavia indicano il Rifugio Calvi a ore 2.30, il Rifugio Longo a ore 2.30, il Rifugio Baitone a ore 1.30, il Lago di Val Sambuzza a ore 2, il Lago Val dei Frati a ore 2.15.
Il primo tratto è asfaltato, in piano, tra gli alberi.
Una mulattiera che sale da destra si unisce al nostro percorso. Alcuni cartelli indicano se i Rifugi Longo e Calvi sono chiusi o aperti. Iniziamo a salire.
Passiamo sotto dei cavi. Alla sinistra c'è un muretto di pietre. Alla destra c'è una panchina di legno.
Accanto a un traliccio, vediamo un sentiero che scende a destra con dei gradini di legno. Proseguiamo diritto (m. 1265).
Più avanti alla destra troviamo una protezione con dei paletti di ferro che reggono due cavi. In basso rumoreggia il Torrente Brembo.

Incontriamo l'indicazione del km. 1. Alla sinistra c'è una cabina dell'Enel (m. 1280).
Superiamo un tratto protetto a valle con dei paletti che reggono tre funi di acciaio.
Al km 1.1 e già in vista delle case di Pagliari, si stacca sulla destra il sentiero estivo n. 247 per il Rifugio Calvi e un segnavia indica in 3 ore il tempo di percorrenza. Alla sinistra c'è una targa di marmo a ricordo di una persona deceduta (m. 1300).
Proseguendo lungo la strada, passiamo sotto dei cavi, superiamo una fontana e le case del borgo (m. 1313). Una variante del sentiero 247 scende a destra. La strada diventa sterrata.
Percorriamo un tratto protetto a valle da un guardrail e con il fondo in cemento. La salita è leggera. Alla sinistra ci accompagna un muro di pietre. Troviamo una targa a ricordo di una persona deceduta (m. 1380).
Proseguiamo alternando tratti con il fondo sterrato e su cemento. Alla destra, in due punti, troviamo delle protezioni realizzate con dei paletti di ferro che reggono tre cavi.

Incontriamo l'indicazione del km. 2 nei pressi di una baita diroccata (m. 1410).
Poco dopo raggiungiamo la splendida cascata alimentata dal torrente che scende dalla Val Sambuzza; l'acqua, dopo averci rinfrescato con qualche spruzzo, attraversa la strada passando sotto un ponte. Alla sinistra ci sono un pannello con una cartina della zona e una panca di legno. Un sentiero scende a destra. La strada diviene nuovamente con il fondo in cemento.
Proseguiamo in salita. Un cartello segnala una serie di tornanti. Nel prato, in basso a destra vediamo un baitello diroccato.
Un sentierino sale a sinistra verso una baita (m. 1440).
Anche la strada, con due tornanti sinistra-destra, arriva alla baita. Un cartello sull'edificio informa che si tratta della "Baita Birone" (m. 1475). Alla sinistra ci sono una fontana e l'inizio del sentiero n. 209. I segnavia indicano in quella direzione: Lago di Val Sambuzza a ore 1.15, Val Carisole a ore 2.15, Passo Publino a ore 2.30, Pizzo Zerna a ore 3.

Prendiamo il sentiero 209 che si addentra nel bosco, inizialmente in piano e poi in leggera salita.
Lasciamo a destra una scorciatoia che si stacca accanto ad un palo metallico (m. 1485).
Percorriamo un tornante destrorso dove vediamo un segnavia a bandierina.
Poi la scorciatoia rientra, poco prima di arrivare ad un tornante sinistrorso (m. 1495).
Superiamo un altro tornante destrorso e passiamo accanto ad un tempietto contenente varie statuette a carattere religioso.
Alla destra su di una grande roccia vediamo un segnavia con il n. 209.

Sentiamo uno scroscio d'acqua e, poco dopo, alla sinistra ritroviamo il torrente che più sotto genera la bella cascata della Val Sambuzza. Anche qui scorre ripidamente (m. 1510).
Incrociamo una linea di tralicci con cavi dell'alta tensione. Alla destra c'è un prato.
Raggiungiamo un incrocio di sentieri. Davanti vediamo il torrente formare un'altra cascata. Ignoriamo sulla sinistra una passerella con la quale è possibile portarsi sull'altro lato del corso d'acqua e, seguendo l'indicazione per il Passo del Publino, andiamo a destra (m. 1520).
Il sentiero entra in un prato e subito si biforca. Possiamo prendere la traccia a sinistra che attraversa il prato al sole o prendere l'altra che si porta a destra all'ombra degli alberi.
Al termine del prato i due sentieri tornano ad unirsi (m. 1550).

All'esterno di un tornante sinistrorso troviamo la prima delle due "Baite della Forcella"; l'altra è più lontana, seminascosta (m. 1565).
Per due volte passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Il sentiero si divide ma ben presto torna ad unirsi (m. 1575).
In salita, superato un casello dell'acquedotto, arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra seguendo il sentiero principale (m. 1590).
Poco dopo la pendenza diminuisce. Passiamo sotto un cavo (m. 1605) e più avanti sotto un altro (m. 1620).

Nei pressi di un tornante destrorso, torniamo a sentire lo scroscio del torrente e davanti riusciamo a intravedere tra gli alberi una cascata raggiungibile con un sentierino (m. 1630).
Percorriamo un tratto in salita e poi proseguiamo con minore pendenza.
Una apertura nel bosco verso destra consente una prima veduta dei monti dietro Carona e sulle sottostanti due Baite della Forcella che ora vediamo dall'alto (m. 1640).
Rientriamo nel bosco e continuiamo con quella salita poco accentuata, mai ripida, che caratterizza buona parte del percorso.
Troviamo un'altra apertura a destra dove in un prato vediamo un traliccio (m. 1670).
Tornati nel bosco percorriamo un tornante sinistrorso seguito da uno destrorso dove ignoriamo un piccolo sentiero che prosegue diritto (m. 1690).
Superato un altro tornante sinistrorso la pendenza aumenta un poco (m. 1700).
Arriviamo ad un bivio accanto ad un masso dove un bollo indica verso sinistra ma in ogni caso poco dopo i due sentieri tornano ad unirsi (m. 1720).
Ora è alla sinistra che c'è una apertura tra gli alberi e in basso possiamo vedere Carona e il suo lago.

Proseguiamo in leggera salita tra i prati. In basso a sinistra vediamo una baita e in alto a destra la pensana che poco dopo raggiungiamo (m. 1740). Incisa nel cemento leggiamo la scritta: "Baitone Valle Sambuzza". I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 209: Passo Publino a ore 2.30; a sinistra con il sentiero 208: Foppolo a ore 3; a destra con il sentiero 208: Rifugi Calvi e Longo; dietro: Carona a ore 1. Un cartello indica a destra una azienda agricola dove si può acquistare formaggio di capra.
Proseguiamo in salita tra radi larici. La pendenza diminuisce un poco poi riprendiamo a salire (m. 1760).
Iniziamo a percorrere tra l'erba un lungo traverso a mezza costa, sul lato destro della vallata (m. 1785). Ogni tanto troviamo un larice. Dietro di noi vediamo i monti oltre Carona: Pizzo del Becco, Corna di Sardegnana ecc.

Percorriamo pochi passi su fondo roccioso poi, terminato il traverso, giriamo a destra e tra l'erba raggiungiamo una baita. Anche qui, scritto nel cemento ne leggiamo il nome: "Baita Cascina Vecchia" (m. 1862).
Prima di arrivare alla baita avevamo l'impressione di essere arrivati in fondo alla vallata, ora invece vediamo che prosegue sulla destra. Il percorso si divide e i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 208: Val Carisole a ore 1.15, Passo della Croce a ore 2, Variante per Carona a ore 2.30, Foppolo; a destra con il sentiero 209: Passo del Publino a ore 2; dietro: Carona a ore 1.30, Rifugio Calvi.
Andiamo a destra passando dietro alla baita. Il sentiero diventa una mulattiera con il lato a valle rinforzato da pietre. Continuiamo a risalire il lato destro della vallata alternando tratti al sole ad altri all'ombra di qualche gruppo di alberi, in prevalenza pini e larici. Ci sono anche vari cespugli di rododendro.
In basso a sinistra vediamo scorrere un ruscello (m. 1940).
La pendenza aumenta un poco. Gli alberi sono terminati. Ci affianchiamo al ruscello (m. 1960).
Poi pieghiamo a sinistra e attraversiamo il ruscello che passa sotto a delle pietre. Di fronte abbiamo un pianoro.
Proseguiamo in leggera salita con un rivolo alla sinistra.
Poi lasciamo a sinistra un piccolo dosso e quasi in piano iniziamo ad attraversare i pascoli in fondo ai quali vediamo una baita.
Superiamo una zona infangata poi proseguiamo in leggera salita.
Alla sinistra scorre il torrente oltre il quale vediamo un rudere.

Raggiungiamo la baita. Scritto nel cemento leggiamo: "Baita Arale" (m. 1985).
Lasciata a destra la baita proseguiamo camminando tra due piccoli dossi, circondati da erba, rododendri e pietre.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 2005) e poi una curva a destra.
Alla sinistra un po' discosto ci accompagna il torrente.
Arrivati davanti ad una colata di massi e pietre, percorriamo un tornante sinistrorso (m. 2030).
Torniamo a salire e ci avviciniamo al torrente (m. 2065).

Raggiungiamo un altro pianoro in fondo al quale vediamo una baita. Ora camminiamo quasi in piano o in leggera salita. In alto, poco sotto il Passo del Publino, cominciamo a vedere il Bivacco Pedrinelli.
Lasciamo, in basso a sinistra, una stalla davanti alla quale pascolano dei cavalli (m. 2080).
Più avanti raggiungiamo una passerella di legno con la quale possiamo passare alla sinistra del torrente. Se invece proseguiamo diritto nei prati, senza sentiero, in breve possiamo arrivare al Lago di Val Sambuzza (m. 2085).
Andiamo a sinistra verso la baita e alla destra cominciamo a vedere il lago.

Arriviamo alla "Baita del Lago" di fronte alla quale da un tubo nero esce un flebile filo di acqua tiepida (m. 2100).
Dopo due passi in salita decisa proseguiamo con la solita pendenza poco accentuata.
Salendo, in basso a destra, ci accompagna la veduta del sottostante Lago di Val Sanbuzza e di un suo satellite situato un poco più in alto.

Arriviamo ad un bivio (m. 2135). I segnavia indicano diritto con il sentiero 209: Passo del Publino a ore 0.30, Pizzo Zerna a ore 1.15; a sinistra con il sentiero 209A: Laghetti di Caldirolo-P. Publino a ore 0.45
Proseguiamo diritto. Il percorso è attraversato dapprima da un rivolo e poi da un ruscello.
Attorno alla mulattiera ora ci sono parecchi massi e pietre.
Superato un tornante sinistrorso la pendenza aumenta (m. 2185).
Una scorciatoia sale a destra tagliando il successivo tornante destrorso (m. 2200).
In due punti il percorso è ben rinforzato a valle e in altri due dei rivoli lo bagnano (m. 2215).
Per un attimo in alto a sinistra vediamo il Bivacco Pedrinelli (m. 2235).
Dopo un tornante a sinistra camminiamo tra massi, pietre e qualche ciuffo d'erba. La pendenza aumenta (m. 2250).
Da un tubicino nero esce dell'acqua freschissima. In basso a sinistra torniamo a vedere il Lago di Val Sambuzza. Proseguiamo con la solita salita poco accentuata.
Presso una curva a destra un rivolo attraversa passando sotto a delle pietre (m. 2270).
Raggiungiamo un valloncello nel quale ci sono alcuni piccoli dossi pietrosi.

Poi giriamo a sinistra e, in salita, arriviamo al punto in cui alla sinistra c'è un rudere mentre alla destra, raggiungibile con alcuni passi quasi in piano e senza sentiero, c'è il laghetto.

    
    

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Questi sono alcuni dei laghetti
che ho incontrato girovagando
sulle nostre montagne.
    
    

    
    

Caratteristiche

    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Val Sambuzza
  • Provincia: Bergamo
  • Comune: Carona
  • Altezza: m. 2282
  • Latitudine: 46°02'53.50"N
  • Longitudine: 9°49'27.20"E
  • Carta Kompass: 104 B3
  • Lunghezza: m. 60
  • Larghezza: m. 25
  • Tipo: naturale
  • Tempo: 3 ore
  • Dislivello: m. 1062
  • Difficoltà: escursionistica
  • Escursione: giugno 2012
aquila = escursione molto lunga

Escursione lunga e faticosa.