Laghetto Alpe Lago
    

ALPE LAGO

Il Laghetto Alpe Lago è situato nella Valle del Bitto, in una conca tra il Monte Lago (m. 2353) a nord e il Monte Pedena (m. 2399) a sud.

Come arrivare:
Con la statale 38 della Valtellina arriviamo a Morbegno.
Seguendo le indicazioni per il Passo San Marco, al km. 13 giriamo a destra (sud) in Via Morelli. Allo stop andiamo a sinistra in Via Damiani e subito dopo a destra in Via Montalcini che, più avanti, con un tornante sinistrorso, da origine alla provinciale 8 che risale la Valle del Bitto fino al passo S. Marco. Questa valle prende il nome dal torrente che la percorre ed è famosa anche per il formaggio che vi si produce, il bitto appunto.

Arrivati al km. 15.1 prendiamo una stradina asfaltata che si stacca alla sinistra e la percorriamo per km. 1.3 fino a raggiungere uno slargo sterrato nel quale lasciamo la macchina (m. 1520). Su di un cartello leggiamo: "Divieto di transito veicoli e motoveicoli non autorizzati. Strada agro-silvo-pastorale. Per il Rifugio Alpe Piazza ritirare l'autorizzazione dal gestore al ritorno". E' pertanto possibile continuare in auto.

Noi però, per proseguire a piedi, prendiamo una mulattiera che, all'inizio del parcheggio, si stacca alla destra accanto ad un cartello che segnala il Rifugio Alpe Piazza e, in salita, entriamo in una pineta.
Percorriamo un breve tratto quasi in piano con serpentine appena accennate e riprendiamo a salire.

Ad un bivio, un cartello ed un bollo bianco-rosso indicano a sinistra il Rifugio Alpe Piazza. Ignoriamo pertanto l'altro percorso che prosegue diritto quasi in piano (m. 1540).
Troviamo un altro cartello appeso ad un albero che segnala il rifugio.
Dopo alcuni passi, presso una curva a destra, ecco il terzo cartello che indica il rifugio (m. 1550).
La pendenza aumenta.
Camminando sopra delle radici affioranti dal terreno percorriamo una curva a sinistra trascurando un sentiero che prosegue diritto. Anche qui un cartello indica il rifugio (m. 1560).
Ignoriamo altri due sentieri che escono da quello principale, uno per lato.
Percorriamo una curva a destra (m. 1575).

Sbuchiamo in un prato e giriamo a sinistra. Ignoriamo un sentiero che subito si stacca alla sinistra (m. 1585).
Poi, in leggera salita, proseguiamo tenendoci alla destra del prato (m. 1600). In alto alla sinistra vediamo la cascina della Corte Grassa.

Dalla destra si immette un altro sentiero. Un cartello segnala il Rifugio Alpe Piazza a 30 minuti (m. 1605).
Il sentiero diventa una mulattiera. Proseguiamo tra alberi e cespugli (m. 1615).

Lasciamo a sinistra la cascina della Corte Grande. All'inizio del sentiero che va a raggiungerla ci sono due tronchi sovrapposti che paiono una testa ed un serpente. Su di una tavola di legno leggiamo la poesia dialettale "Ul Guardian" che provo a trascrivere: "So gna mi se l'è u sciat, se l'è un bis u l'è un can. De na roba però so segur, de sti luok l'è ul guardian. Guardian. Guardian." (m. 1625).
Continuiamo quasi in piano con un muretto di pietre alla sinistra e il bosco alla destra.
Poco sopra, alla sinistra, vediamo altre baite.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla destra c'è una protezione in legno che fa anche da corrimano.

Trascuriamo un sentiero che si stacca alla destra in discesa e proseguiamo diritto in salita (m. 1630).
Terminata la recinzione della cascina, troviamo un cartello che indica il Rifugio Alpe Piazza (m. 1650).
Il sentiero subito si biforca. Ignoriamo il sentiero alla destra e proseguiamo diritto passando accanto ad una fontana con vasca in cemento e pietre.

Entriamo nel bosco. Il sentiero si biforca nuovamente. Teniamo la destra come indicato dai cartelli che segnalano il Rifugio Alpe Piazza e il Bivacco Legüi.
In salita camminiamo sopra delle radici affioranti dal terreno.
Un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 1675).
Subito dopo il sentiero si divide solo per aggirare un albero. Vediamo un bollo bianco-rosso su di una pietra.
Per un tratto il sentiero è largo e per un altro tratto la pendenza è maggiore. Vediamo un bollo bianco-rosso (m. 1695).
Poco dopo, in salita percorriamo una curva a destra. Nel mezzo ci sono un cespuglio di ginepro ed un formicaio (m. 1700).
Continuiamo con delle serpentine appena accennate. Su di una pietra nel mezzo del sentiero vediamo un bollo bianco-rosso.

Aggiriamo due alberi vicini da entrambi i lati (m. 1715).
Continuiamo con poca pendenza. Vediamo un segnavia a bandierina sul tronco di un albero.
Pochi passi più avanti, alla sinistra c'è un altro formicaio.
Ignoriamo un sentiero che scende a destra (m. 1720).

Usciamo dal bosco (m. 1730). Alla sinistra c'è un muretto sul quale vediamo un segnavia a bandierina. Oltre il muretto sale un pendio prativo. Alla destra continua il bosco. Proseguiamo quasi in piano.
Un cartello sul tronco di un albero indica davanti il Rifugio Alpe Piazza. In alto alla sinistra ci sono delle baite.
Continuiamo in leggera salita. In basso alla destra nei prati cominciamo a vedere le case di Batridana, divise in piccoli gruppi.
Giriamo a sinistra. I segnavia indicano la prosecuzione verso l'Alpe Piazza e il Monte Pisello (m. 1740).
Subito effettuiamo un tornante destrorso ignorando il sentiero che prosegue diritto verso le baite.
Su di una roccetta vediamo il segnavia 132 a bandierina.
Subito dopo un altro sentiero si stacca a sinistra e retrocede verso le baite.
In basso alla destra ora vediamo meglio le case di Batridana (m. 1745). Continuiamo quasi in piano con degli alberi alla sinistra. Troviamo un altro sentiero che retrocede verso sinistra.

Ad una biforcazione teniamo la sinistra (m. 1750).
Subito troviamo un bivio e vari segnavia che indicano davanti verso sinistra: Pozza Rossa a ore 0.15; davanti verso destra con il sentiero 132: Batridana a ore 0.10, Alpe Piazza a ore 0.15/0.20, Monte Lago a ore 2; dietro con il sentiero 149: Egolo a ore 0.30, Dosso Comune a ore 0.50, Albaredo a ore 1.20; dietro con il sentiero 132: Corte Grande a ore 0.10, Corte Grassa a ore 0.20, Scoccia a ore 0.40. Proseguiamo verso l'Alpe Piazza.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in leggera discesa.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra e procede parallelo, poco più in basso.

Torniamo nel bosco. Vediamo un segnavia a bandierina.
Ampie aperture tra gli alberi alla destra consentono di vedere le sottostanti baite.
Usciamo dal bosco. Alla destra ci sono due baite (m. 1755). Due cartelli indicano il Rifugio Alpe Piazza a 10 minuti e il Bivacco Legüi.
Proseguiamo in leggera salita e torniamo nel bosco.
Ignoriamo un sentiero che scende a destra e continuiamo in salita.

Cominciamo a trovare delle canaline in cemento, per lo scolo dell'acqua, di traverso al percorso.
Proseguiamo con pochissima pendenza (m. 1785).
Continuiamo in salita e vediamo un tubo nero semi affiorante dal terreno (m. 1800).
Sul tronco si un albero c'è un segnavia a bandierina.

Con una curva a destra usciamo dal bosco. Un cartello ci dà il benvenuto all'Alpe Piazza (m. 1805).
Continuiamo quasi in piano tra prati e radi alberi (m. 1810).
In alto verso destra cominciamo a vedere il Bivacco Legüi e il vicino stallone; in basso alla destra ci sono due baite attaccate.
Il tubo nero per un tratto riaffiora dal terreno (m. 1820).
Vediamo un segnavia a bandierina su di una pietra.

Lasciamo a sinistra un casello dell'acquedotto.
Più in alto, sempre a sinistra, c'è una baita.
Dopo una semicurva verso sinistra, davanti vediamo il Rifugio Alpe Piazza.

Vari segnavia indicano: Alpe Piazza 1825 m;
- diritto con il sentiero GVO: Alpe Lago a ore 0.40, Alpe d'Orta a ore 3.10, Passo San Marco a ore 4;
- diritto con il sentiero 150: Rifugio Alpe Lago a ore 0.40;
- a sinistra con il sentiero GVO: Pedroria a ore 0.30, Bocchetta Pisello a ore 1.20, Val Budria a ore 2.50;
- dietro con il sentiero 132a: Cornelli a ore 0.10, Egolo a ore 0.50, Albaredo per San Marco a ore 1.40;
- dietro con il sentiero 132: Cornelli a ore 0.10, Corte Grande a ore 0.30, Corte Grassa a ore 0.40.

Subito dopo alla sinistra, poco più in alto, c'è il Rifugio Alpe Piazza (m. 1835).
Continuiamo diritto lasciando a sinistra un baitello per la stagionatura del bitto e una fontana con vasca in cemento.
Un rivolo attraversa passando sotto al sentiero.
Proseguiamo in leggera salita con un sentiero tra l'erba.

Troviamo dei segnavia che indicano diritto: Laghetto Alpe Lago, Monte Lago. Alla sinistra c'è una lunga doppia vasca in cemento e pietre.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.

Quasi in piano percorriamo una curva a destra guadando un ruscello.
Proseguiamo in leggera salita con una staccionata di protezione alla destra.
Superiamo una curva a sinistra e passiamo accanto ai ruderi di un baitello.
Continuiamo con un sentiero tra i prati (m. 1845).
Una freccia verde ed una scritta su di una pietra invitano a proseguire per il Monte Lago. Torniamo a camminare tra gli alberi.
Quasi in piano, scavalchiamo un rivolo. Alla destra ci sono delle protezioni in legno.
Riprendiamo a salire.
Percorriamo una curva a sinistra tra prati e cespugli di rododendro.

Il sentiero si divide in due tracce parallele. Davanti vediamo il Bivacco Legüi (m. 1860).
Quando il sentiero si ricompone, pieghiamo dapprima a sinistra quasi in piano e poi a destra in leggera salita. Alla destra c'è un rudere.
Continuiamo con delle serpentine appena accennate.

Attraversiamo l'apertura in un muretto di pietre (m. 1875).
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in salita. Alla destra, più in basso, vediamo il Rifugio Alpe Piazza.
Continuiamo tra erba e rododendri.

In leggera salita raggiungiamo il Bivacco Legüi, sempre aperto e attrezzato in modo molto spartano (m. 1895).
Quasi in piano passiamo davanti al bivacco e alla stalla, giriamo a sinistra e costeggiamo quest'ultima.
Giunti in fondo troviamo una fontana con due vasche. Due sentieri proseguono diritto e i segnavia indicano (ma non è chiaro con quale dei due): Laghetto Alpe Lago a ore 1.30, Monte Lago a ore 2.30. Prendiamo quello a sinistra.

Dopo due passi in salita su fondo roccioso continuiamo con poca pendenza.
Passiamo accanto a due larici.
Percorriamo un tratto quasi in piano ed uno in leggera salita.
Quasi in piano, lasciamo a sinistra altre due larici. Su di una roccia vediamo una freccia e la sigla "ML" in rosso (m. 1915).
Pieghiamo dapprima a sinistra e, dopo un breve tratto in salita, a destra.
Alla sinistra c'è un corto muretto di pietre.
Proseguiamo quasi in piano. Percorriamo due curve destra-sinistra vicine tra loro.
Vediamo un rudere in basso alla destra.
Continuiamo dapprima tra erba e cespugli, superando due tratti quasi in piano separati da uno in leggera discesa, e poi in leggera salita tra erba e pietre. Su di un masso c'è un bollo bianco-rosso (m. 1910).

In basso alla destra vediamo una baita.
Il sentiero prosegue in leggera salita tra l'erba, ginepri, rododendri e mirtilli.
Presso una curva a sinistra troviamo una palina con un bollo bianco-rosso e vediamo un segnavia a bandierina su di una pietra nel sentiero (m. 1930).
Camminiamo attorniati da una distesa di ginepri.
Di tanto in tanto vediamo un bollo bianco-rosso. Percorriamo un tratto in discesa.
Dopo una curva a destra proseguiamo quasi in piano.
Continuiamo dapprima in lievissima discesa e poi quasi in piano attorniati da alberelli e vari cespugli. In basso vediamo la strada provinciale che sale al Passo San Marco.

Alterniamo due tratti in discesa ad altrettanti in leggera discesa.
Su di una pietra leggiamo "GVO 2013" (m. 1905).
Percorriamo un altro tratto in discesa.
In leggera discesa passiamo nell'apertura tra un muretto di pietre (m. 1890).
Continuiamo in discesa tra mucche al pascolo.
Superiamo un tratto quasi in piano seguito da uno in leggera salita.

Quasi in piano, lasciamo a sinistra un baitello (m. 1895).
Proseguiamo con poca pendenza e vediamo un tubo nero che affiora dal sentiero.
Dopo un tratto in salita, superiamo uno zig-zag sinistra-destra in discesa.
Continuiamo quasi in piano (m. 1895).
Proseguiamo in leggera salita tra erba e pietre.

Continuiamo quasi in piano. Alla destra ci sono dei ruderi e dei recinti di pietre. In basso vediamo il tornante della strada provinciale poco sopra al quale c'è il Rifugio Alpe Lago con il tetto bruciato (incendio del marzo 2017).
Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra ci sono dei ruderi e alla destra alcuni mucchi di pietre.
Troviamo una vecchia vasca in cemento rotta. Il tubo nero torna ad affiorare dal terreno (m. 1910).

Altra veduta del laghetto

Altra veduta del laghetto

In un valloncello alla destra scorre un torrente.
Poco dopo con un tratto in discesa lo raggiungiamo e lo guadiamo.
Sulla sponda opposta riprendiamo a salire, ben presto in modo abbastanza ripido e giriamo a sinistra.
Proseguiamo tra l'erba. Alla destra c'è un rudere.

In leggera salita raggiungiamo un baitello dove una teleferica termina la sua corsa (m. 1925).
In salita arriviamo ad un bivio. Alla destra c'è una croce. Proseguiamo diritto tra erba e qualche pietra.
Con due tratti in salita, intervallati da uno in discesa, raggiungiamo una baita (m. 1935).
Continuiamo diritto quasi in piano mentre un sentiero scende a destra verso un'altra baita che vediamo più in basso.
Dopo un tratto in leggera salita proseguiamo quasi in piano, seppur con brevi saliscendi, tra erba e cespugli di rododendro (m. 1945).

Continuiamo in salita. Alla destra c'è un dosso roccioso. In basso a sinistra vediamo una pozza asciutta.
Dopo alcuni passi quasi in piano proseguiamo con poca pendenza.
Quasi in piano arriviamo in vista del lago (m. 1955).
Alternando due tratti in discesa ad uno quasi in piano lo raggiungiamo.


    
    
    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Valle del Bitto
  • Provincia: Sondrio
  • Comune: Albaredo
  • Altezza: m. 1950
  • Latitudine: 46°04'39" N
  • Longitudine: 9°38'34" E
  • Carta Kompass: 105 D3
  • Lunghezza: m. 30
  • Larghezza: m. 20
  • Tipo: naturale
  • Tempo: 2.20 ore
  • Dislivello: m. 495 -65
  • Difficoltà: escursionistica
Escursione effettuata nel mese di luglio 2017
cane = escursione media
Escursione
di media lunghezza
    

    
    

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