Laghetto ai Piani di Bobbio
    

PIANI DI BOBBIO

Il Laghetto è situato nella parte superiore dei Piani di Bobbio, a lato e più in basso del Rifugio Lecco e ai Piedi della Bocchetta di Pesciola.
Lo si può raggiungere agevolmente salendo in funivia ai Piani di Bobbio e poi prendendo il sentiero per il Rifugio Lecco. Qui di seguito ho però descritto un percorso più lungo che proviene dalla direzione opposta.

Come arrivare:
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino al colle del Balisio. Qui prendiamo a destra la provinciale 64 Prealpina Orobica con la quale dopo aver superato Maggio deviamo a destra verso Moggio e il Culmine San Pietro.
Alla rotonda di Moggio (quella con la caratteristica fontana in legno) prendiamo a sinistra Via Rancilio che poco dopo diventa Piazza Fontana. Qui parcheggiamo davanti al Municipio (m 890).

Lasciata la macchina ci incamminiamo nella stessa direzione e, lasciata a destra Via Roncaiolo, arriviamo in fondo alla piazza.
Giriamo a sinistra in Via Don Mariani e la seguiamo per poco. Infatti prima di arrivare alla chiesa di San Francesco, accanto ad una santella con una madonna, giriamo a destra in Via Corniseglio.
Ignorato un vicolo alla destra e la piazzetta dietro alla chiesa alla sinistra, giriamo a destra e cominciamo a salire, inizialmente con poca pendenza, tra il bosco e un grande condominio (Bucaneve).
La strada diventa sterrata e compie un tornante a sinistra; la seguiamo ignorando un'altra strada che prosegue diritto (m. 920).
Vediamo un vecchio cartello "strada privata" quasi inglobato nel tronco dell'albero al quale è attaccato.

Passiamo sotto dei cavi e raggiungiamo un crocicchio al quale pervengono cinque vie. Alla sinistra c'è una teleferica (m. 935). Non ci sono indicazioni. Dobbiamo prendere il sentiero che sale a destra accompagnato da una robusta protezione in legno che fa anche da corrimano.
Il sentiero ben presto si divide in tre e decidiamo di seguire quello più a sinistra.
Saliamo con un prato alla sinistra, recintato nella parte bassa; alla destra c'è il bosco nel quale vediamo scorrere in parallelo il secondo sentiero.
Poco più avanti il nostro sentiero piegando a destra entra nel bosco e si immette nell'altro (m. 950).
Subito dopo, trascurato un altro sentiero che scende a sinistra, arriviamo ad una curva a sinistra dove attraversiamo il letto in secca di un ruscello che scende ripidamente dalla destra (m. 960).
Alla sinistra ci sono delle protezioni in legno e, poco più avanti alla destra, una rudimentale panchina.
Proseguiamo con poca pendenza. Il sentiero è un po' incassato nel terreno circostante. Tra gli alberi, in basso a sinistra, vediamo Moggio.
Riprendiamo a salire e seguiamo dei grandi bolli rossi dipinti sui faggi.
Presso una curva a destra ignoriamo il sentiero che si stacca all'interno della stessa (destra). Dopo la curva, alla sinistra c'è un prato (m. 990).

In leggera salita raggiungiamo due vecchi edifici: una stalla ed una casa. Davanti alla casa c'è una panca di pietra e subito dopo un barbecue. L'assenza di alberi davanti alle due costruzioni consente una bella veduta della Grignetta e del Due Mani (m. 1000).
Continuiamo quasi in piano e ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.
Subito dopo il sentiero si sdoppia e andiamo a destra in salita. Alla sinistra c'è un prato.
Passiamo tra tre alberi e un cassottello fatto di rami e foglie (m. 1010).
Il sentiero si biforca. Andiamo a destra in salita tra gli alberi e subito troviamo un altro sentiero che arriva dalla destra.

Cominciamo a vedere dei bolli gialli che ci accompagneranno per un buon tratto del nostro itinerario. Il sentiero si mantiene nel bosco ma alla destra tra gli alberi vediamo un grande prato (m. 1030).
Seguendo i bolli gialli camminiamo in una bella faggeta. Percorriamo un tratto con pochissima pendenza e poi riprendiamo a salire.
Dopo una curva a destra la pendenza aumenta e saliamo con alcuni zig-zag avvicinandoci al prato ma rimanendo sempre nel bosco (m. 1085).
Su di un faggio vediamo una freccia gialla. La pendenza diminuisce un poco (m. 1110).

Nel prato alla destra vediamo una vecchia cascina. Un sentiero esce dal bosco e va a raggiungerla (m. 1140). Vale la pena di fare questa piccola deviazione. Infatti davanti all'edificio l'assenza di alberi consente una bella veduta panoramica sulle Grigne, il Resegone e le altre cime della Valsassina.
Riprendiamo poi il sentiero nel bosco che subito si biforca. Una freccia gialla indica verso destra il percorso più ampio.
Percorriamo un tratto leggermente incassato nel terreno circostante (m. 1165).

Raggiungiamo un crocicchio al quale confluiscono ben sei sentieri (m. 1195). Considerandolo come il quadrante di un orologio, noi proveniamo da ore sei, da destra a ore cinque ne arriva uno quasi parallelo, a ore tre un sentiero scende nella Valle del Faggio, a ore uno prosegue con bolli gialli quello che dobbiamo percorrere, a ore dodici ce n'è un altro meno evidente, a ore 10 l'ultimo che si stacca a sinistra all'inizio del quale un cartello indica il Sentiero della Memoria che da li arriva e prosegue con noi.
Continuiamo quasi in piano. Alla destra l'assenza di alberi consente una veduta della sottostante vallata.
Poi torniamo a salire con alcune serpentine e rientriamo nel bosco, qui composto in prevalenza da faggi, castagni e noccioli (m. 1205).

I bolli gialli all'improvviso spariscono e arriviamo ad un bivio. Non ci sono indicazioni. Ci pare opportuno continuare diritto trascurando il sentiero che sale a sinistra (m. 1215).
Proseguiamo dapprima in leggera salita tra i noccioli e poi quasi in piano senza alberi alla destra il che permette una vista panoramica sul Resegone e il Due Mani. In basso è ben visibile anche il viadotto lungo la strada che da Moggio sale al Culmine San Pietro (m. 1235).
Alterniamo alcuni tratti tra alberi ora più radi ad altri allo scoperto. Frattanto il sentiero è diventato più stretto.
Proseguiamo a mezza costa con il pendio che alla destra precipita ripidamente. Dopo pochi passi in salita su fondo roccioso continuiamo con minore pendenza su sterrato (m. 1245).
Tra radi alberelli percorriamo un breve tratto in salita. Dietro vediamo le Grigne; alla destra il Resegone e il Due Mani.
Quasi in piano rientriamo nel bosco. Un tratto senza alberi alla destra consente di vedere tre case in fondo alla vallata.

Arriviamo ad un bivio (m. 1255). I segnavia indicano verso destra in discesa: Moggio-torrente; dietro: Moggio-chiesa. Verso sinistra invece c'è un bollo rosso su di una pietra in mezzo al sentiero. Un malconcio cartello del Sentiero della Memoria sembrerebbe indicare questo percorso sia a sinistra che a destra. Andiamo a sinistra.
Dopo pochi passi in salita, iniziamo a percorrere un lungo tratto con pochissima pendenza. Davanti vediamo le guglie dello Zuccone Campelli poi il bosco diventa più fitto e le nasconde.
Ignoriamo un sentiero, al centro del quale c'è una betulla, che sale dalla destra (m. 1275).
Una dopo l'altra troviamo due grosse pietre nel mezzo del sentiero che torna ad essere più largo.
Dopo pochi passi in leggera salita, torniamo a camminare con pendenza minima. Siamo in una faggeta (m. 1285).
Presso una curva a destra attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca (m. 1315).
Continuiamo in leggera salita con alcune curve. Davanti sopra gli alberi spunta nuovamente lo Zuccone Campelli.
In salita arriviamo ad una curva a sinistra dove ignoriamo un piccolo sentiero che prosegue diritto. In questo punto un'apertura tra gli alberi consente per la prima volta una ampia veduta dello Zuccone (m. 1340).
Saliamo a zig-zag tra i noccioli.

Incontriamo un largo sentiero che sale dalla destra. I segnavia indicano davanti: Bobbio-stradini; dietro: Moggio-chiesa. C'è anche il cartello che segnala il Sentiero della Memoria. Nessuna indicazione invece per il sentiero alla destra.
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi. Gli alberi sono diventati radi. In basso a destra vediamo una grande vasca abbeveratoio in cemento.
Il sentiero si divide e riunisce un paio di volte (m. 1395).
Ora camminiamo allo scoperto in quanto i pochi alberi sono a distanza. Possiamo così ammirare i vari torrioni e pinnacoli dello Zuccone.
Attraversiamo poi un boschetto di faggi (m. 1425).
Lasciamo a destra un prato e proseguiamo tra alberi radi che in prevalenza sono noccioli.

Ora saliamo ripidamente (m. 1445). Passiamo accanto ad un grande masso (m. 1460). Attorno ci sono prati e solo qualche albero. Saliamo con un piccolo sentiero tra l'erba.
Passiamo accanto ad una vasca in plastica nella quale entra l'acqua tramite un tubo (m. 1475). Giriamo a sinistra e in leggera salita arriviamo ad una pozza dalla quale l'acqua proviene.
Camminando tra alcuni alberelli torniamo a salire.
Poi il percorso diventa abbastanza ripido e procede a zig-zag nei prati (m. 1495).
Il sentiero si divide in due tracce e dopo una diecina di metri si ricompone.
Continuiamo a zig-zag camminando alternativamente verso lo Zuccone o verso la Bocchetta di Pesciola. Poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1510).
Alla destra, un po' in dentro, vediamo un'altra vasca abbeveratoio in plastica. Poco dopo raggiungiamo una seconda pozza (m. 1560).
Passiamo alla destra di un gruppo di tre betulle nate dallo stesso ceppo (m. 1580). Ora tra una curva e l'altra c'è uno spazio maggiore.
Percorriamo un tornante sinistrorso accanto ad un mugo (m. 1600). Poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1625).
Riprendiamo a salire. Il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 1655).

Camminando tra i pini mughi raggiungiamo un palo con un cartello che indica il Sentiero della Memoria (m. 1680). Alla destra a circa cinquanta metri di distanza c'è il Baitello di Pesciola la cui parete posteriore è addossata ad un masso.
Proseguiamo tra erba e qualche pietra.
Saliamo poi in modo abbastanza ripido con delle serpentine su tracce di sentiero verso la Bocchetta di Pesciola.
La pendenza aumenta ancora e diventa ripida (m. 1715). In alto a sinistra vediamo una costruzione e alla destra, davanti alla bocchetta, una palina con vari segnavia.
Ora le tracce si trasformano in un sentiero più evidente che sale a zig-zag (m. 1755).
In alto a sinistra vediamo la stazione di arrivo di uno skilift (m. 1770).
Proseguiamo tra i pini mughi. Alla destra prende avvio il Sentiero degli Stradini che, con tratti esposti attrezzati con catene passamano, conduce alla parte alta dei Piani di Artavaggio.

Pochi passi ancora e raggiungiamo la Bocchetta di Pesciola (m. 1784). I segnavia indicano: il Sentiero degli Stradini n. 30 per Artavaggio verso destra; l'Anello dei Campelli con il Rifugio Lecco a ore 0.10 davanti e la Baita Campelli a ore 1.10 a destra. Dalla bocchetta lo sguardo spazia sul sottostante laghetto artificiale, sul Rifugio Lecco verso destra e i Piani di Bobbio.
Oltre la bocchetta, con poca pendenza scendiamo verso destra.
Poi percorriamo pochi passi in piano e altrettanti ancora in leggera discesa (m. 1765).
A questo punto possiamo dirigerci a sinistra per raggiungere il laghetto o salire a destra verso il Rifugio Lecco.

    
    

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Questi sono alcuni dei laghetti
che ho incontrato girovagando
sulle nostre montagne.
    
    

    
    

Caratteristiche

    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Piani di Bobbio
  • Provincia: Lecco
  • Comune: Barzio
  • Altezza: m. 1760
  • Latitudine: 45°57'19.50"N
  • Longitudine: 9°30'03"E
  • Carta Kompass: 105 B5
  • Lunghezza: m. 80
  • Larghezza: m. 50
  • Tipo: artificiale
  • Tempo: ore 2.40
  • Dislivello: m. 894 -24
  • Difficoltà: escursionistica
  • Escursione: ottobre 2012
orso = escursione lunga

Escursione abbastanza lunga.