Laghi di Bruffione
    

BRUFFIONE

I due Laghi di Bruffione sono situati in alta Val Sabbia, non lontano dal confine con il Trentino. Collocati uno accanto all'altro, in caso di piena diventano uno solo.
La colorazione rossiccia del terreno, unita al verde dell'erba, all'azzurro del cielo, al bianco delle nuvole e al grigio delle rocce forma una tavolozza variopinta e assai piacevole alla vista.

Come arrivare:
All'uscita di Brescia Est lasciamo l'autostrada A4 e con la statale 45 bis continuiamo in direzione di Salò. Proseguiamo con la SP IV verso Vobarno e Nozza. Prendiamo poi la provinciale 237 con la quale costeggiamo la sponda occidentale del Lago d'Idro. Verso la fine del lago giriamo a sinistra sulla statale 669 con la quale superiamo Bagolino e Valle Dorizzo. Continuiamo verso il Gaver esattamente fino al km 22 dove sulla destra troviamo il Bar Bruffione nel cui parcheggio lasciamo la macchina (m. 1500).

Pochi metri prima del bar sulla destra parte una sterrata all'inizio della quale un palo reca parecchi segnavia che indicano tutti nella medesima direzione: Monte Telegrafo a ore 3.30, Bagolino a ore 6.30, Laghi di Bruffione a ore 2, Passo Brealone a ore 3, Passo Bruffione a ore 2.30, Monte Bruffione a ore 3.30, Malga Retorti - Monte Bruffione a ore 3.30, Passo delle Cornelle, Bivacco Passo Bruffione.
Ci incamminiamo in leggera discesa passando tra i pini dietro al Bar Bruffione.

Con bella vista alla sinistra verso la parete sud del Cornone di Blumone, raggiungiamo il ponte con il quale attraversiamo il Càffaro (m. 1485).
Subito dopo ignoriamo il sentiero segnalato 401 dir che sale a sinistra e conduce alla Malga Retorti al Monte Bruffione in ore 3.30.
Proseguiamo con la sterrata in salita. Alla sinistra c'è un muretto a secco con dipinti i segnavia 401-425 mentre a destra c'è un tratto transennato. Vediamo bolli di colore bianco-rosso e bianco-giallo.
Entriamo in una fresca pineta e proseguiamo in leggera salita vale a dire con la pendenza poco accentuata che ci accompagnerà quasi sempre lungo il cammino.
Superiamo un rivolo che attraversa la sterrata su di una base in cemento (m. 1505).
Usciamo dal bosco e proseguiamo con una semicurva a sinistra ignorando una stradina che prosegue diritto verso la Malga Valmane.

Percorriamo un tratto tra gli alberi ma ben presto ritorniamo a cielo scoperto e in piano mentre un rivolo attraversa intubato, passando sotto alla sterrata (m. 1520).
In leggera salita rientriamo nel bosco. Alcune canaline per lo scolo dell'acqua attraversano la sterrata.
Presso una curva a destra, un rivolo attraversa il cammino (m. 1550).
Superiamo il letto asciutto di un torrente; alla sinistra ci sono degli alberi e alla destra delle protezioni in legno (m. 1560).
Poco dopo ne superiamo un altro; questo ha un filo d'acqua.
Ora il bosco è solo alla sinistra mentre sull'altro lato un'apertura consente la vista sulla vallata e sulla sottostante strada statale.
Percorriamo una curva in piano e subito, in leggera salita, rientriamo nel bosco (m. 1580).

A questo punto ci abbassiamo di una diecina di metri e proseguiamo quasi in piano per poi riprendere la solita pendenza poco accentuata.
Per un tratto sulla sinistra c'è una parete di roccia rossastra. Questa è una caratteristica della vallata, lungo il cammino infatti vedremo spesso terreno e pietre di questo colore.
Percorriamo una curva a destra quasi in piano; un'apertura consente di vedere la vallata sottostante (m. 1620).
Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta (m. 1645).
Usciamo dal bosco per rientrarvi poco più avanti (m. 1685). Alla sinistra ci sono ancora delle pietre rossastre.
In leggera salita alterniamo un tratto a cielo aperto ed un altro tra gli alberi.
Usciamo nuovamente dal bosco. Alla sinistra c'è un prato scosceso mentre in basso a destra torniamo a vedere il fondo valle.
Un rivolo scende dalla sinistra e attraversa (m. 1715). Al margine destro della sterrata ora c'è una striscia in cemento.

Poco più avanti troviamo il ripido sentiero 413 che sale dalla destra (m. 1725).
Ora alla destra ci sono delle protezioni realizzate con dei paletti che reggono due cavi metallici. Alla sinistra ci sono le solite rocce rossastre sulle quali vediamo dipinti i segnavia 425 401 413.
La pendenza aumenta un poco. Il fondo della stradina è lastricato con pietre e cemento.
Poco più avanti, sulla sinistra, troviamo un quadretto raffigurante una madonna con bambino, una croce e due lastre con delle preghiere (m. 1745). Le protezioni alla destra ora hanno del filo spinato.
Dopo un tornante sinistrorso il fondo stradale torna ad essere sterrato.
In leggera salita percorriamo un tratto incassato tra due pareti e poi, con pochi passi in leggera discesa, raggiungiamo la Piana di Bruffione e un bivio (m. 1751). I segnavia indicano a sinistra: Bivacco Passo Bruffione con il sentiero 414; a destra: Laghi Bruffione e Passo Cornelle con i sentieri 413-425.

Basterebbe pertanto andare a destra e in una mezzora arrivare ai laghi. Decidiamo però di allungare il percorso in modo da poterli vedere dapprima dall'alto e poi di scendere sulle loro sponde.
Pertanto proseguiamo verso sinistra, quasi in piano, al margine dei prati.
Dopo una curva a sinistra vediamo la Malga Bruffione di Sotto (m. 1754) e con lievissimi saliscendi la raggiungiamo. Accanto alla malga c'è una fontana con vasca. Alla sinistra sale un sentiero. I segnavia indicano diritto con il sentiero 414: Passo Bruffione; a sinistra con il sentiero 401: Monte Bruffione a ore 2.30.
Proseguiamo quasi in piano. Nei prati alla destra pascolano parecchie mucche.
Più avanti un rivolo attraversa passando sotto alla stradina.

Giunti alla fine della piana ci avviciniamo al torrente che scorre alla nostra destra.
Dopo pochi passi in salita proseguiamo dapprima in piano e poi in leggera salita fino ad una curva a sinistra dove la stradina ritorna pianeggiante (m. 1770).
In alto, davanti, al passo, già possiamo vedere il Bivacco Bruffione.
Continuiamo in leggera salita ignorando un'altra stradina, chiusa da una sbarra, che si stacca sulla sinistra.
Subito dopo il torrente passa sotto al nostro percorso che continua tra i prati del fondo valle.
Con una passerella fatta di tronchi attraversiamo un rivolo poi in salita percorriamo una curva a sinistra. Proseguiamo con minore pendenza (m. 1795).
Dopo la successiva curva a destra, camminiamo tra cespugli alla sinistra e alberi alla destra.

Poco dopo, quasi in piano, arriviamo alla Malga di Mezzo (m. 1831). La lasciamo alla destra e proseguiamo tra i prati con pochissima pendenza.
Sulla destra vediamo un grosso masso isolato.
Arrivati in fondo al prato giriamo a destra superando il torrente che passa sotto alla stradina (m. 1850).
Dopo una curva a sinistra continuiamo in leggera salita. In alto nei prati vediamo le due costruzioni del Casinello di Bruffione e, con due tornanti sinistra-destra le raggiungiamo (m. 1883). Su uno degli edifici è dipinto una segnavia con il n. 14. Accanto c'è una fontana con una grande vasca in cemento.

Dopo una curva a sinistra, percorriamo un tornante destrorso guadando il torrente che arriva da una stretta valletta davanti a noi.
Alla sinistra sale una scorciatoia. Altre le troveremo in seguito che tagliano i tornanti. Continuiamo seguendo la stradina.
Aggiriamo un dosso verso destra mentre un tubo nero attraversa il cammino.
Continuiamo con una curva a sinistra ignorando una stradina che prosegue diritto verso una bella baita oltre la quale c'è un laghetto (m. 1915).
Percorriamo un ampio tornante sinistrorso tra i prati e proseguiamo in piano fino al successivo tornante destrorso (m. 1955).
Camminiamo su una crestina erbosa tra due valloncelli dapprima in leggera salita e poi in piano con dei cespugli alla sinistra.
Poi la stradina si sposta sulla sinistra e prosegue in leggera salita a mezza costa (m. 1995).
Dopo una curva e un tornante percorriamo un tratto in piano e riprendiamo a salire tra erba e rododendri (m. 2020).
Superiamo un tornante sinistrorso tagliabile con un sentierino (m. 2040).
Passiamo su un ponticello realizzato con dei semplici tronchi (m. 2045).
Continuiamo con quattro tornanti regolari destra-sinistra, dopo di che davanti vediamo il bivacco (m. 2110).

Poco prima di raggiungerlo troviamo un bivio (m. 2140). I segnavia indicano a destra: Monte Carena a ore 4, Passo Brealone a ore 0.30; dietro: Gaver. Una targa con foto raffigura Giuseppe Scalvini "pi raili dei gat".
Andiamo a destra, dapprima in piano e poi in leggerissima salita. I prati attorno sono pieni di fiori e di rododendri.
Dopo due curve sinistra-destra (m. 2160) percorriamo un traverso a mezza costa alle pendici di una curiosa cima chiamata Pietra di Rasoio che raggiunge l'altezza di 2245 metri.
Alla sinistra ci sono delle rocce; alla destra vediamo un bel panorama sulla vallata.
Percorriamo un tratto quasi pianeggiante (m. 2180).
Superiamo altre due curve sinistra-destra e poi passiamo su di un ponticello di tronchi. Alla sinistra c'è un valloncello.
Proseguiamo in leggera salita fino ad una curva a sinistra (m. 2210) raggiunta la quale in basso a destra vediamo i due Laghi di Bruffione. Siamo così arrivati nel punto più alto della nostra escursione ora non ci resta che scendere a raggiungerli.

Lasciamo pertanto la stradina e iniziamo a scendere, su tracce di sentiero, in modo assai ripido.
La discesa avviene lungo il Dosso dei Laghi, il cui ampio crinale divide in due la valle, dapprima in modo diretto e poi con delle serpentine.
Dopo un breve tratto pianeggiante (m. 2140), continuiamo in discesa tra prati e fiori alla sinistra; alberelli e rododendri alla destra.
Raggiungiamo un primo paletto di legno con una bandierina bianco rossa dipinta sulla parte alta (m. 2115).
Continuiamo quasi in piano con varie curve e poi in leggera discesa passando accanto ad un altro paletto con le bandierine (m. 2110).
Dopo varie serpentine percorriamo un tratto quasi in piano a mezza costa, alti sui laghi, e con qualche passaggio un po' esposto (m. 2100).
Poi giriamo a sinistra e riprendiamo a scendere.
Dopo due corti tornanti proseguiamo con minore pendenza con un traverso; il sentiero è obliquo, pendente verso valle.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 2065).
Seguendo vaghe tracce tra l'erba raggiungiamo un altro paletto (m. 2035). Qui dobbiamo spostarci sulla sinistra dove ritroviamo tracce di sentiero.
Scendiamo con dei rudimentali gradini (m. 2030).
Percorriamo una curva a sinistra. Il fondo del sentiero è di roccia rossa (m. 2000).
Proseguiamo poi a zig-zag tra l'erba.
Troviamo ancora qualche gradino di roccia e poi continuiamo con delle serpentine abbastanza ripide e altri scalini.
Poi con minore pendenza raggiungiamo un altro paletto con le bandierine dipinte (m. 1930).
Ignoriamo un sentiero sulla sinistra (m. 1905) e quasi in piano arriviamo al paletto posizionato tra i due laghi.
Con un ultimo tratto in leggera discesa li raggiungiamo, alla sinistra c'è il lago nord e a destra quello sud che ho ripreso nella foto.

    
    

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Questi sono alcuni dei laghetti
che ho incontrato girovagando
sulle nostre montagne.
    
    

    
    

Caratteristiche

    
  • Nazione: Italia
  • Ubicazione: Val Bruffione
  • Provincia: Brescia
  • Comune: Bagolino
  • Altezza: m. 1888
  • Latitudine: 45°54'18"N
  • Longitudine: 10°29'40"E
  • Carta Kompass: 103 G2
  • Lunghezza: m. 500
  • Larghezza: m. 130
  • Tipo: naturale
  • Tempo: ore 3.10
  • Dislivello: m. 735 -357
  • Difficoltà: escursionistica
  • Escursione: luglio 2011
orso = escursione lunga

Escursione abbastanza lunga.